Batteria e percussioni
Il batterista, insegnante e session man Paolo Colaianni supera i confini di afrobeat, funk, jazz, hip-hop e improvvisazione libera, creando uno stile ritmico distintivo che riflette il suo amore per l’Africa, la passione per la musica elettronica e le sue variegate influenze musicali.
Nasce in una famiglia musicale nel barese, influenzato dal padre batterista e dallo zio sassofonista, portandolo ad avvicinarsi a vari strumenti musicali.
A 16 anni si appassiona alla batteria e prende parte ad alcune band metal ed hardcore locali, registrando Volevo Solo Suonare dei Whattafuck!? e Stasi degli APNEA, quest'ultimo recensito a livello mondiale da vari siti e testate del settore.
A 23 anni si trasferisce a Piacenza per un periodo di due anni studiando al Conservatorio G. Nicolini.
In quegli anni registra e suona live con il cantautore sardo Nilo, la cantante soul Martina Zoppi, i gruppi jazz Jules Labib Quartet ed Gianni Satta Sextet, il trio afro rock Gaina ed il gruppo blues soul Big Man James.
Nel 2021 forma il collettivo artistico Il Maestrale con altri cantautori della scena barese, pubblicando i singoli Genesi, Xanadu, La Cosa Più Naturale, Euridice e Medea recensite da varie testate italiane e partendo per diversi tour in giro per l'Italia. Il MEI Meeting definisce la loro musica come "un intrecco di tradizione ed innovazione che possiamo chiamare Mediterrano Post Moderno".
Vengono scelti, da una giuria unanime, come rappresentanti della regione Puglia nel contest Arezzo Wave, arrivando in finale.
Nello stesso periodo, collabora live e studio con artisti come Meschino, Gasbi, Melga, Marea, Cedro e tanti altri.
Viene assunto dalla ditta Rasciasound in qualità di backliner, lavorando al fianco di grandissimi nomi musicali come Al Bano, Incognito, Seun Kuti, Enrico Ruggeri, Herbie Hancock, Peter Erksine ed altri.
In seguito a queste esperienze, di trasferirsi a Bologna ispirato dalla scena jazz e funk della città, entrando a far parte del collettivo rap Flusso Nebula e registrando Scappare, Tornare, Ripetere portandolo in giro nella regione.
Nel 2024 suona con diverse formazioni locali e fonda il suo gruppo Paolo Colaianni Trio.
Sempre nello stesso anno, diventa batterista di REA (Amici '21/ Sanremo Giovani 2024) ed entra nella squadra di Vertical Records.
Fa parte del trio Vita - Colaianni- Punzi di improvvisazione elettro acustica.
Ha aperto concerti come per Carmelo Pipitone (Marta Sui Tubi), Coma-Cosa, Alan Clark (Dire Straits), Dope DOD, Savana Funk, Il Mago Del Gelato e tanti altri.
Dal 2022 è artista della marca di piatti turca Diril Cymbals.
Che strumenti suoni?
Batteria.
Per te la musica è?
La musica per me è groove, movimento e condivisione. È quella sensazione di essere tutti immersi in un'energia che ci unisce. Quando il ritmo è giusto, le persone non riescono a restare ferme, cominciano a ballare, a sentirsi parte di qualcosa di più grande. È un linguaggio che supera le parole, che fa sentire vivi, crea un legame tra chi suona e chi ascolta. È questo il vero potere della musica: la connessione, l'emozione che condividiamo attraverso ogni battito.
Che musica ascolti?
Jazz, Funk, Rap, Trap, Afrobeat, House, Avanguardia, Library Music, LoFi, Trip Hop, Hardcore punk, Mathcore, Metalcore e troppi altri generi da ricordare.
Indicaci tre musicisti da ascoltare per capire lo strumento.
1-Tony Allen (How Far?- Skepta, Gorillaz);
2-Bill Martin (Hottentot -John Scofield);
3-Fabio Rondanini (Come se - Daniele Silvestri).
I tuoi alunni di solito...
La batteria non è solo rudimenti, paradiddle, pad e altri nomi che sembrano usciti da Star Wars! La batteria è lo strumento che ci riporta ai tempi primitivi, quando colpivamo pezzi di legno e bronzo. Un mio non-tanto-giovane allievo è riuscito, nella sua prima lezione, ad accompagnare un brano pop rock in 50 minuti. Certo, ho dovuto sentirmi ripetere “non lo so fare” e “è difficile”, ma alla fine ce l’ha fatta. Ha ancora tanto da imparare, ma si è lasciato andare alla musica… si è dissociato da tutto, ha ascoltato solo il desiderio di stare lì, con quei musicisti chissà dove. È stato come un viaggio lunghissimo, fatto di pochissime parole e molti sentimenti. Serve staccarsi, serve una pausa mentale… per i grandi, per tornare bambini, e per i bambini, per diventare grandi.
Quali metodi didattici hai studiato?
Dante Agostini, Syncopation, Time Traveler, Stick Control, etc.